Come accompagno le persone
Il mio lavoro parte sempre da un presupposto: chiedere aiuto non è un fallimento. È una scelta coraggiosa, e spesso il primo passo verso qualcosa di meglio.
Con un approccio cognitivo-comportamentale, aiuto le persone a riconoscere i meccanismi — spesso automatici — che alimentano la sofferenza, e a trovare insieme strategie più efficaci per stare bene. Il percorso è collaborativo: chiedo alla persona di essere parte attiva, con piccoli esercizi o momenti di auto-osservazione tra una seduta e l’altra.
Qualunque sia il motivo che ti porta da me, lo spazio delle nostre sedute sarà sempre un luogo di accoglienza e ascolto, senza giudizio.